Doing Extra Time | Dietro Palla o dietro porta

DIETRO PALLA O DIETRO PORTA
(DOING EXTRA TIME)
Anno: 2004
Durata: 2 x 45, 52′
Regista: Fabio Caramaschi
Direttore della fotografia: Fabio Caramaschi
Montatore: Paolo Petrucci
Musiche: Daniele Cestana
Società di produzione: Palomar SpA
trasmesso da RaiTre

2005 Awards: CinemAvvenire Prize | Kodak Photography Prize

A football field 50 minutes away from Rome.
Between the studs sliding on the cement, the noise of the ball hitting on polls and the hoarse voice of the trainer, 11 young boys struggle to become a football team.
They have lived a winter season full of bitter defeats, but their trainer push them into a tournament where they can finally prove themselves.
Claudio, a former bank robber grown up in hardest outskirts of Rome between crime and prison, is an expert in defeats and wants to prove them that it’s always worth trying.

“Dietro palla o dietro porta”, l’avvertimento che accompagna il fatidico momento del rigore nelle partite dei campetti polverosi e degli oratori, cerca di raccontare, nell’intreccio delle emozioni legate allo scendere in campo, il modo di essere e di pensare di una generazione, quella degli adolescenti, la cui voce si arriva a sentire molto di rado nel cinema e nella televisione italiana.
Ma è soprattuttto il tempo supplementare di Claudio, che nel corso dei novanta regolamentari ha sostanzialmente pareggiato la sua partita con la società e che ora per la prima volta, a cinquant’anni, è riuscito a costruire con la materia del suo sogno qualcosa di reale.

“Nella vittoria gli Italiani sono sempre un po’ offensivi, un po’ arroganti, vanno oltre: è nella sconfitta che, rare volte, sanno essere grandi”

Ennio Flaiano, L’Europeo, 1970

La nostra storia racconta l’avventura calcistica, ma soprattutto umana degli allievi della classe millenovecentottantasette di una piccola società sportiva alle porte di Roma. Qualcuno è accompagnato dai genitori, altri li va a prendere il “mister” con lo sgangherato furgone dela ditta per cui lavora, altri ancora attraversano la città in autobus per riunirsi in quello strano organismo collettivo che é una squadra di calcio.
Fra i colpi attutiti sul cuoio e il rumore dei tiri sui pali, rimbomba la voce roca dell’allenatore che li ha messi assieme e che vuole vincere assieme a loro una partita che lui non ha saputo giocare. È Claudio Maccarelli, una volta noto nella malavita romana come “Schizzo”, un ex rapinatore di banche con molti anni di carcere e un difficile percorso di recupero alle spalle.
Claudio ha riunito da diversi mesi una squadra di sedici-diciassettenni, provenienti da ogni parte della città, che allena nel campo della società sportiva “Torre in pietra” e con loro sta disperatamente cercando di risalire dall’ultimo posto in classifica del campionato allievi regionali.
È una passione furiosa per la vita e per il calcio giocato, lontano dai miliardi e dai miti, che unisce ognuno tra loro e, ovviamente, ognuno col “mister”. Nello sforzo di imparare a passare quel pallone prezioso, di capire il proprio ruolo e quello dei compagni, di dare e meritare fiducia, i ragazzi simulano in campo l’inquietante e traumatico mondo dell’età adulta.

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